A Raqqa, dove le donne si sono organizzate per trovare un loro spazio sicuro.
Raqqa è una città isolata della Siria orientale. Oggi la popolazione sta affrontando una delle peggiori siccità degli ultimi settant’anni e con i prezzi delle merci che sono aumentati drasticamente, una crisi economica estesa in tutto il nord est della Siria e il collasso della valuta nazionale le donne siriane hanno dovuto trovare modi diversi per sostenere le proprie famiglie, spesso sfollate.
Gli spazi sicuri in città si contano sulle dita d'una mano. I progetti di sostegno a donne e ragazze sono quasi inesistenti e la comunità internazionale è sempre meno coinvolta nel contesto di crisi della Siria del nord. Così gli spazi sicuri che accolgono donne e ragazze diventano necessari per poter parlare di tematiche come prevenzione, sessualità e diritti.
“Poter venire in uno spazio sicuro ogni pomeriggio con le mie tre figlie è molto importante per il loro equilibrio mentale e per la mia paura che possano essere rapite durante il tragitto casa-scuola.” questa è la voce di Nada, 27 anni, arrivata a Raqqa prima dell’occupazione. Molte le donne che raccontano della paura dei rapimenti dei propri figli, diventati un’arma sempre più frequente utilizzata dalle bande criminali che vivono la città.
La crisi economica sta colpendo maggiormente le donne creando degli squilibri di genere sia sul piano familiare che lavorativo. L’istruzione è diventata un privilegio che solo poche famiglie possono permettersi e le bambine e le ragazze adolescenti rischiano di passare più tempo per le strade o in situazioni critiche tra le mura domestiche.
“Le ragazze adolescenti di Raqqa hanno problemi come l'essere costrette a sposarsi in età in cui non sono pronte e questo aumenta anche il tasso di lavoro minorile. I nostri spazi sicuri accolgono le donne e i loro figli e sono incentrati sul benessere attraverso programmi di sostegno psicosociale.” spiega Aliya che lavora come coordinatrice del centro sicuro Yaz.
Ottobre 2023, Arianna Pagani